lunedì 9 febbraio 2009

Lago del Brugneto - Torriglia (Genova) - Parco Antola





Fauna del Lago e della Val Brugneto
Oltre a ricadere nei confini del parco dell'Antola, la Val Brugneto è stata inserita come Sito di Interesse Comunitario (SIC) nella Rete Natura 2000 grazie alla presenza di habitat e specie di pregio naturalistico e di interesse scientifico a livello europeo.
Il lago, con una capacità pari a circa 25 milioni di mc d'acqua, rappresenta, nell'entroterra ligure, un'importante area di sosta per numerose specie di uccelli migratori: il cormorano (Phalacrocorax carbo), grosso uccello acquatico tuffatore, il limicolo cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), o l'ormai stanziale airone cenerino (Ardea cinerea) sono solo alcune delle specie che gli appassionati birdwatchers possono ammirare in volo sulle acque del lago.
La presenza di aree prative ad interrompere la fitta copertura arborea, rende il territorio un habitat ideale anche per numerose specie di mammiferi. Non è affatto raro imbattersi nei segni di presenza del cinghiale (Sus scrofa), o poter osservare il danino (Dama dama), la cui popolazione in Val Brugneto è in costante crescita. I suggestivi scorci panoramici che si aprono sulle anse più riparate, permettono altresì di osservare la ricca fauna ittica del lago, composta prevalentemente da carpe, persici sole, persici trota, alborelle, tinche e barbi.

Oltre a diverse specie di anfibi, tra cui la rana temporaria (Rana temporaria), le limpide acque dei corsi che alimentano l'invaso ospitano il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes), specie prioritaria ai sensi della direttiva habitat nonchè importante indicatore di qualità dell'ambiente fluviale.
La Diga


Il lago del Brugneto è originato da una diga a gravità alleggerita posta a sbarramento dell'omonimo torrente, affluente del Trebbia. L'impianto iniziò ad erogare acqua nel 1960, la costruzione iniziò 5 anni prima, dopo anni di studi e osservazioni risalenti già al primo dopoguerra.

La deviazione del suo naturale deflusso, allo scopo di "dissetare" la città di Genova, ha reso il Brugneto il polmone della rete degli acquedotti genovesi nonchè la principale riserva idrica in Liguria.
La diga è posta a circa 800m. slm, è lunga 260m ed ha un'altezza massima di 80m. E' dotata di 3 scarichi che permettono di prelevare acqua a quote diverse a seconda del livello del lago e del grado di purezza.
Per raggiungere Genova l'acqua percorre 13Km di galleria attraverso un canale con pendenza 1/1000. La portata media di acqua ad uso potabile verso la città si aggira durante l'anno sui 1200l/sec, con portata massima di 2100l/sec. Il bacino alimenta anche due centrali idroelettriche, una ubicata alla base della diga e una costruita in galleria a Canate (Davagna-Ge), che ha prodotto, dal 1961 ad oggi (anno 2008), dai 20 ai 40 milioni di kWh/anno.
Il principale impianto di potabilizzazione è situato alle porte di Genova: una volta resa potabile, l'acqua è immessa nella rete di distribuzione per servire la parte orientale della città e alcuni comuni della riviera ligure come Recco, e Pieve Ligure. Possono inoltre attingere acqua dal bacino del Brugneto il Lago di Val Noci, l'Acquedotto Civico e l'Impianto di filtrazione del Comune di Torriglia, nonchè l'ex Consorzio Uscio-Bargagli-Lavagna, che distribuisce l'acqua ai comuni dell'entroterra genovese verso levante.
Itinerario intorno al lago
Il Sentiero Brugneto è un percorso escursionistico ad anello di circa 14 Km, accessibile da diverse località della Val Brugneto.
Segnavia: un cerchio giallo pieno barrato.
Lunghezza del percorso: 14Km
Tempo di percorrenza: 5/6 ore
Difficoltà: facile
Si può percorrere l'intero tracciato o, semplicemente, tratti da una località all'altra.
Raggiungibilità:
In auto: gli accessi principali sono situati presso la diga, raggiungibile da Torriglia (Ge) percorrendo la SP.15 per la località Santa Maria del Porto e quindi per la diga. In alternativa, da Montebruno (Ge)- SS45 Ge-Pc, si percorre la SP.15 seguendo le indicazioni per Retezzo.
Trasporto pubblico: da Genova-Piazza Verdi, servizio extraurbano per Torriglia e coincidenza per le località Garaventa, Campo Maiotto, Costa di Paglia, Bavastri, Caffarena, Rondanina.


Foto attirma© 09.02.2009
Testo gentilmente concesso dall'Ufficio dell'Informazione ed accoglienza turistica di Torriglia, sede di Via N.S.della Provvidenza 3, 16029 Torriglia- Ge Tel. 010944931.©

mercoledì 28 gennaio 2009

IL CRISTO DEGLI ABISSI 2009 nel parco acquatico protetto di Portofino


Pubblico questo post grazie alla gentile concessione del canale YouTube amicidelvideo2009 http://www.youtube.com/watch?v=ELcpSJuFkvc

Il Cristo degli abissi è una statua bronzea posta nel 1954 sul fondale della baia di San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino all'interno dell'Area Marina Protetta di Portofino, a 17 metri di profondità.La statua nacque da un'idea di Duilio Marcante che, a seguito della morte di Dario Gonzatti durante un'immersione nel 1950, spinse per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, tra Camogli e Portofino.La statua, alta circa 2,50 metri e realizzata dallo scultore Guido Galletti, venne posta grazie alla Marina Militare Italiana a circa 17 metri di profondità, fu portata sul fondo grazie a molti subacquei tra cui Giorgio Fontana; le mani del Cristo, rivolte alla superficie (o al cielo, se non si trattasse di una statua subacquea) sono aperte in segno di pace.La baia di San Fruttuoso prospeciente l'Abbazia di San Fruttuoso. Appena più a destra, in mare, è immersa la statua del Cristo.Per ottenere il bronzo della statua vennero fuse medaglie, elementi navali (perfino eliche di sommergibili americani donati dall'U.S. Navy) e campane. A seguito della morte di Marcante venne posta una targa sul basamento della statua in sua memoria.Nel 2003 la statua è stata restaurata per preservarla dalla corrosione e dalle incrostazioni e, soprattutto, per riattaccarle la mano staccata da un'ancora, per poi essere riposizionata sott'acqua il 17 luglio 2004 su un nuovo basamento, ad una profondità inferiore a quella precedente.(Genova, 15 ottobre 1914 8 novembre 1985) , considerato il "padre" della didattica subacquea italiana, è stato un subacqueo italiano.A lui, assieme a Luigi Ferraro, si deve la nascita nel 1948 del metodo didattico italiano, mirato all'avvicinamento alla subacquea, sviluppatosi poi fin dal 1957 nei corsi della Federazione Italiana Pesca Sportiva ed Attività Subacquee (FIPSAS).Prima della Seconda Guerra Mondiale Marcante, assieme a Egidio Cressi (fondatore poi della Cressi-sub), Luigi Ferraro, Ludovico Mares (fondatore della Mares) e altri si dedicarono allo sviluppo delle prime strumentazioni per la subacquea.Durante la guerra l'attività di Cressi e di Marcante subisce un notevole rallentamento, ma nonostante questo nel 1943 viene fondata la Cressi-sub nell'entroterra ligure, dove anche Marcante si trasferisce per contribuire alla produzione delle attrezzature. Dario Gonzatti crea in questi primi laboratori il prototipo sportivo dell'autorespiratore ad ossigeno (ARO) sulla base dello stesso respiratore usato dalla Marina Militare. Conosciuto durante una battuta di pesca subacquea Luigi Ferraro, questi viene inserito nel gruppo.Quando Dario Gonzatti muore durante un'immersione nel 1947 Duilio spinge per la posa di una statua di Cristo sul fondale marino; il 22 agosto 1954 la statua del Cristo degli abissi viene posta nella baia di fronte a San Fruttuoso, vicino a Camogli.Il 15 maggio 1948 nasce l'Unione Sportivi Subacquei, (USS), la prima associazione italiana di questo tipo. Nel 1949 la Federazione Italiana Pesca Sportiva (ora FIPSAS) assorbe l'associazione, pur lasciando libertà organizzativa a Ferraro e amici e spingendo in modo insperato lo sviluppo della didattica propedeutica alla disciplina.Nel 1954 l'USS si scioglie, dando vita a svariate associazioni a carattere locale; Marcante assume l'incarico di organizzatore e istruttore del neonato Centro Subacqueo Mediterraneo di Nervi, mantenendo sempre la sua totale autonomia.Nel 1959 nasce infine la Confederazione Mondiale delle Attività Subacquee (CMAS), adottando la didattica sviluppa fino ad allora.Negli anni seguenti Marcante continua a perfezionare i programmi didattici delle varie organizzazioni sportive, istruendo anche Carabinieri, Guardie di Finanza, Vigili del Fuoco e militari.
(Grazie all'amico Nicola e alla concessione del materiale fotovideo personale dell'escursione Subaquea al Cristo degli Abissi assieme ai suoi amici Sub!!!)

venerdì 17 ottobre 2008

Genova - entroterra: Bargagli

La Strada Statale 45 può considerarsi una delle maggiori arterie dell'entroterra genovese: sale al colle della Scoffera, attraversa Torriglia, Gorreto, Ottone e Bobbio per sfociare nella piana di Piacenza. Lungo il primo tratto del suo itinerario si incontrano Bargagli e le sue frazioni. Il nome del paese deriva dal monte alle sue spalle: Croce di Bragalla, mt.864slm. La più antica testimonianza di Bargagli si trova nelle parole del Vescovo di Genova Raperto nel 916, quando parlando ai cugini Giovanni e Michele disse:"que posite sunt in finibus Bargalina". Il paese iniziò il proprio cammino civile con le strade percorse da viandanti e mercanti, ne rimane testimonianza nella "Strada del Sale" verso la Fontanabuona e l'Emilia. Nei primi anni del '600, Bargagli faceva parte della Podesteria del Bisagno, e nelle sue terre incominciava una formazione civile più consona ai dettami amministrativi assegnati alle comunità dell'entroterra dalla Repubblica della Grande Genova. Bargagli è investito dell'autorità comunale nel 1825, a questa data ci riportano i documenti. Contemporaneamente e a seguire negli anni, sul territorio rurale Bargaglino abbondano buoni pascoli, si svolge attività agropastorale e vengono prodotti frumento, patate, piselli, castagne, meliga, ortaggi in genere, uva ed altri frutti. All'epoca operava il "mercato", come attualmente testimoniato dalla omonima frazione. A seguire occorre citare anche le attività di vari artigiani: setaioli, tessitori, osti, fabbri, barilari, falegnami, muratori, calzolai, ecc. Occorre inoltre accennare alle cave per l'estrazione di calce, pietre ed ardesie. Ad oggi il comune di Bargagli è composto dei seguenti gruppi urbani: in Val Lentro troviamo La Presa, Viganego, Terrusso, e Cisiano. Poi Traso e Maxena situata a breve tratto dal belvedere di Sant'Alberto. Le colture agricole sono ormai ridotte ad orti per uso familiare, la bella natura forse un pò trascurata ma pur sempre bella, il silenzio ed i preziosi paesaggi sono una componente di questa antica comunità.

Alcuni numeri: Altitudine 450m slm, abitanti oltre 2600, superficie 16Kmq, distanza da Genova centro: 20Km